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Che impianto scegliere? Scegli un buon implantologo!

L’implantologia è una branca dell'odontoiatria in continuo sviluppo. Tralasciando l’aspetto meramente tecnico di cui internet è saturo all’inverosimile, estrema importanza per la riuscita e la durata di un impianto nel tempo va sia al clinico diligente e specializzato (per cui è necessario comprendere quanto sia indispensabile affidarsi a specialisti qualificati e preparati continuamente alle nuove tecniche), che al supporto stesso: ovvero l’impianto, che deve possedere caratteristiche di qualità indispensabili nonché una grande versatilità protesica.

Parlando del primo aspetto, ossia della preparazione teorico-pratica del clinico implantologo, di corsi e master a cui partecipare, ne è pieno il globo. Corsi di qualche giorno, spesso sponsorizzati dalle stesse case produttrici, corsi teorici di implanto-protesi, master annuali, corsi avanzati teorico - pratici, corsi pratici su cadavere, su pazienti, sono solo alcuni dei modi coi quali il clinico riesce a confrontarsi con gli altri colleghi ed elevare il proprio grado di apprendimento. Detti corsi, rigorosamente a pagamento, arrivano a costare diverse migliaia di euro (fino a 15-20000 euro) e prevedono incontri programmati a conclusione dei quali si effettuano test di verifica sull’apprendimento che, una volta superati, consentono l’accesso ai corsi di pratica su paziente.

Qual' è quindi il profilo di un buon clinico implantologo?

Un buon implantologo dedica tanto spazio alla preparazione professionale quanto al paziente, in maniera tale da attribuire ad essi lo stesso valore in termini di importanza.

Chiarito questo primo aspetto, andiamo al secondo ovvero l’impianto, spesso sottovalutato tanto dal dentista quanto dal paziente che deve sottoporsi all’intervento chirurgico. La cronostoria degli impianti è fatta di un lungo percorso di studi e sperimentazioni che inizia sin dalla notte dei tempi. La moderna implantologia è di scuola italiana e svedese.. quest’ultima divenne universalmente riconosciuta e utilizzata per la relativa versatilità chirurgica. Si svilupparono impianti a superficie liscia, impianti sabbiati, macchinati, ecc. impianti con forma prettamente cilindrica per passare poi ad impianti a vite con disegni conici, conico-cilindrici.

Da lunghezze simili alle radici dei denti, a lunghezze esigue (5-6 millimetri)..da impianti a connessione avvitata ad impianti cementati e poi a corpo unico ovvero un tutt’uno tra vite e moncone.. Insomma una moltitudine di sistematiche che danno tantissime possibilità di applicazioni.. soprattutto nei casi non standard, vale a dire in quei casi clinici “particolari”, le cui caratteristiche anatomiche “uniche” rendono necessario l’uso di un impianto altrettanto “unico”. (esempio altezze ossee limitate in cui solo un piccolo impianto può essere inserito). Questo aspetto la dice lunga su quanto sia importante la conoscenza merceologica delle varie sistematiche implantari.. soprattutto da parte del clinico che, solo se continuamente aggiornato, può offrire quella completezza clinica necessaria alla riuscita e alla durata (prognosi) nel tempo del manufatto implanto-protesico. Le varie linee implantari necessitano di certificazioni di qualità e quindi garanzia di prodotto medicale riconosciuto a livello internazionale; non tutte le linee implantari ne sono provviste.

In conclusione va ribadito il concetto secondo cui un passo indispensabile nella scelta implantoprotesica rimane senza dubbio l’implantologo. Questo aspetto nodale è l’unica e sola garanzia di qualità.

A cura del Dr. Gianluigi Renda

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