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Implantologia

Questa disciplina mira a ripristinare la funzione masticatoria e neuro-muscolare andata perduta in seguito alla scomparsa dei denti naturali.
La perdita dei denti può essere il risultato di malattie croniche come la carie o le parodontopatie, di traumi, di terapie iatrogene, o più semplicemente di processi legati alla senescenza. Poiché il ripristino della funzione masticatoria coinvolge più distretti e discipline odontoiatriche (parodontologia, protesi, chirurgia, ortognatodonzia) l’implantologia è una disciplina complessa che presuppone conoscenze approfondite della anatomia e della fisiologia del distretto stomatognatico.

L’implantologia o meglio l’implantoprotesi, è per cui una disciplina terapeutica restaurativa avanzata indicata in tutti quei casi dove non è più possibile o non è indicato sfruttare i denti o le radici naturali come supporto di protesi fisse. La terapia implantoprotesica è rivolta all’adulto nelle più disparate situazioni cliniche e a tutte le età (fatta eccezione per il periodo pre-puberale) è contro-indicata nelle fasi di crescita in quanto limiterebbe il normale sviluppo fisiologico dell’osso del processo alveolare nel bambino e nell’adolescente.

Sostituire il dente naturale con un impianto osteointegrato che sostiene una corona protesica fissa è la terapia di elezione applicabile al posto delle più antiquate e superate soluzioni protesiche realizzate per mezzo dei ponti. Come spiega la parola, i ponti prevedono il sacrificio dei denti sani contigui al dente perso, in modo che questi fungano da pilastro, per sostenere il dente mancante e permettere la loro ricopertura attraverso delle corone. Questo si traduceva quindi in una semplice equazione: un dente perso, due denti pilastro da sacrificare in modo che “reggano “l’elemento perduto, quindi 2 x 1 e via di seguito fino a coinvolgere un gran numero di elementi dentali più o meno sani per il ripristino dei pochi andati perduti.

Il progresso ottenuto dall’implantologia moderna è quello di sostituire la vecchia equazione 2x1 con una nuova equazione 1 x 1 cioè per un dente perso è sufficiente riabilitare lo spazio edentulo con un impianto che funge da radice artificiale di titanio che sorreggerà una corona di un dente singolo senza nessun coinvolgimento dei denti adiacenti e nel loro massimo rispetto. Questo atteggiamento conservativo si traduce in innumerevoli vantaggi per il paziente sia biologici che economici.

La terapia implantoprotesica, infatti, a confronto con la protesi fissa ad appoggio naturale è nettamente superiore nella funzione e nella durata compensando così il costo che risulta solo in apparenza superiore, infatti per un serio paragone bisogna considerare il rapporto qualità prezzo prendendo in esame valori come la funzione, la durata, e le percentuali di successo a lungo termine, parametri questi tutti a favore dell’implantologia. Un criterio di giudizio critico per l’implantologia, a confronto con la protesi fissa tradizionale è quello estetico.

Questo risulta essere critico perché realizzare terapie implantologiche esteticamente valide è sicuramente espressione di grande esperienza di tutti gli operatori coinvolti. La tecnologia moderna mette a disposizione dei sanitari e dei pazienti soluzioni sempre più valide e ricercate. Se nelle edentulie intercalate con la presenza dei denti residui distali (dietro) che possono fungere da pilastro, l’implantologia rappresenta una opportunità ideale ed alternativa alla protesi fissa tradizionale, nelle edentulie totali (mancanza di tutti i denti) è l’unica soluzione possibile per evitare la famigerata “dentiera”. In questi casi l’equazione si fa ancora più conveniente poiché con le ultime acquisizioni scientifiche e le esperienze cliniche ormai decennali, sappiamo che per ottenere dodici denti fissi masticanti sono sufficienti anche solo 4 o 6 impianti (tecnica F.A.F.I.): 4 x 12.

Per impianto osteointegrato è da considerarsi una piccola vite in titanio che viene inserita nell’osso. La biocompatibilità del materiale di cui è costituita la vite in assenza di complicazioni permette all’osso di guarire intorno all’impianto realizzando l’osteointegrazione termine coniato dal Prof. P.I. Branemark che è lo svedese universalmente riconosciuto come padre dell’implantologia moderna. L’osteointegrazione è da considerarsi una anchilosi dell’impianto nell’osso che forma per cui un corpo unico capace di resistere alle potenti sollecitazioni della funzione masticatoria e spesso anche a quelle esagerate delle parafunzioni come ad esempio succede nei pazienti affetti da bruxismo.

E’ bene distinguere l’impianto dalla protesi fissa da questo sostenuta. In genere si contano 3 pezzi: l’impianto, che è la vite integrata nell’osso, l’abutment o pilastro – moncone protesico, solitamente avvitato all’impianto, che emerge dalla gengiva dove si collega il dente finto. Spesso i pazienti confondono le cose indicando come “impianto” i ponti o le sovrastrutture ad essi collegati. Contrariamente a quello che accadeva decenni orsono, oggi le terapie implanto-protesiche eseguite osservando i canoni scientifici a nostra disposizione sono diventate affidabilissime e brevi.

L’implantologia post estrattiva immediata a carico immediato “immediate function” consente il ripristino immediato di uno o più denti compromessi in seguito a svariati motivi che necessitano di essere estratti. Nell’alveolo osseo privato della radice in seguito ad un intervento estrattivo estremamente delicato e conservativo viene inserito l’impianto previa accurata ed attenta preparazione del sito.

Questo viene caricato subito, cioè viene collegato ad un dente fisso pronto per essere messo in funzione, garantendo al paziente un disagio minimo e la soluzione immediata del problema. Sono state superate per cui le lunghe attese di sei e tre mesi e le protesizzazioni provvisorie mobili che arrecano molto disagio a chi ha deciso di fare gli impianti proprio per evitare qualsiasi tipo di protesi mobile. Questa tecnica se ben eseguita, ed in mano esperta, offre altri vantaggi enormi: riduce l’atrofia ossea conseguente alla perdita dei denti, migliora l’estetica, azzera il disagio psicologico per la perdita dei denti, accorcia i tempi di trattamento, mantiene le percentuali di successo dei vecchi protocolli.

L’implantologia guidata dal computer rappresenta l’ultima frontiera di questa disciplina. Si è passati da operatori che usano tutta la loro abilità ed esperienza nelle fasi chirurgiche espletando interventi a mano libera, agli stessi operatori, che, assistiti dal computer, eseguono l’intervento con la precisione sub millimetrica che non è propria dell’uomo ma solo delle macchine. Infatti nell’implantologia computer guidata è il software che analizza l’osso è permette di sfruttarne anche i più minimi volumi con una precisione incredibile.

Un processo estremamente delicato e complesso, ma ben codificato permette all’operatore di esprimere la sua esperienza non solo nella fase dell’intervento chirurgico che diventa guidato e quindi estremamente semplificato, bensì, e soprattutto, nelle fasi diagnostiche e durante la pianificazione pre-chirurgica del caso. Questa metodica si avvale di dati digitali contenuti in un CD–Rom provenienti dalla Tac del paziente che vengono analizzati e processati da software detti di navigazione che permettono al chirurgo di orientarsi all’interno delle ossa del paziente come guidato GPS.

Ancora prima di intervenire è possibile sapere con precisione assoluta quanti impianti occorreranno per la riabilitazione del paziente, che tipo di protesi verrà fatta, e una prognosi precisa. L’intervento viene prima eseguito virtualmente sul PC del medico e poi ripetuto fedelmente al decimo di millimetro il giorno dell’intervento sul paziente. Se ben eseguite queste tecniche permettono di operare in semplicità pazienti con atrofie ossee importanti senza la necessità di elevare lembi muco-periostei.

Non vengono per cui praticati tagli sulla gengiva, e non si utilizzano punti di sutura. Gli interventi diventano di brevissima durata con scarse e rare complicazioni. I pazienti sono in grado di utilizzare i denti subito dopo l’intervento per masticare e sorridere in sicurezza. Tutto questo in assenza di sintomatologia dolorosa, edemi, ecchimosi o gonfiori. Purtroppo queste tecnologie e le spettacolari performance ad esse legate, sono ancora poco diffuse, e non ben conosciute, (nonostante abbiano un decennio di sperimentazione), vengono sottovalutate o addirittura, in rari casi, sconsideratamente avversate.

Gli stessi colleghi stentano a credere possibile quello che pochi anni fa veniva ritenuto dai più, solo un sogno: la possibilità per esempio, di riabilitare in una singola seduta, di poche ore, una intera arcata o addirittura tutta una bocca in una solo tempo con l’utilizzo di impianti osteointegrati e una protesi fissa che può essere anche definitiva “theeth in one hour” grazie alla tecnologia, all’esperienza degli operatori, alla passione di tutte le professionalità coinvolte, e alla fiducia dei nostri pazienti invece tutto questo è realtà.

Oltre ai successi ottenuti a mano libera dall’operatore nell’implantologia post estrattiva immediata a carico immediato è disponibile oggi per operatori e pazienti una straordinaria applicazione che è l’implantologia computerizzata.

A cura del Dr. Alessandro Palumbo

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